“Far sentire i pazienti al sicuro: breve introduzione alla Control-Mastery Theory” (Francesco Gazzillo).

La Control-Mastery Theory (CMT), formulata dal San Francisco Psychotherapy Research Group che era guidato da Josepoh Weiss e Harold Sampson, sostiene che i processi psicologici siano regolati dalla percezione di sicurezza versus pericolo, e che ognuno di noi ha la capacità di controllare, almeno in una certa misura, le proprie funzioni mentali consce e inconsce, guidato dalla ricerca di un senso di sicurezza. La CMT sottolinea che la motivazione primaria di ogni essere umano è quella di adattarsi al meglio alla realtà in cui si trova a vivere e di padroneggiare i propri problemi. Il bambino, al fine di adattarsi al proprio ambiente e preservare il legame con i propri genitori, ha bisogno di costruire una serie di conoscenze affidabili su se stesso, sugli altri e sulla realtà, definite “credenze”. Alcune di queste credenze, elaborate a partire da esperienze traumatiche, vengono definite “patogene” in quanto associano il conseguimento di un obiettivo sano e piacevole al determinarsi di una situazione di pericolo, interno o esterno alla persona. La CMT sostiene che il paziente, sin dall’inizio della terapia, sia fortemente motivato, consciamente e inconsciamente, al cambiamento e alla disconferma delle sue credenze patogene in quanto costrittive e dolorose e che, per questo motivo, le metta alla prova sottoponendo il terapeuta a dei test: azioni di prova orchestrate per disconfermare le proprie credenze patogene. Ogni paziente, dunque, nel momento in cui inizia un percorso terapeutico, ha un “piano”, più o meno dettagliato e in genere inconscio, che prevede la realizzazione di obiettivi sani e piacevoli, la disconferma delle credenze che ne ostacolano il raggiungimento, le modalità con le quali testerà l’altro e il tipo di risposta che spera di ricevere. Il piano del paziente può essere formulato seguendo una procedura standard ed empiricamente validata: il “Metodo della Formulazione del Piano” del paziente. Per un approfondimento della CMT si vedano i seguenti contributi: Joseph Weiss, Introduzione al lavoro del San Francisco Psychotherapy Research Group (1986) (Psicoterapia e Scienze Umane, 2/1993, pp. 47-65); Joseph Weiss, I processi mentali dell’inconscio (Le Scienze, maggio 1990, pp. 68-75); Joseph Weiss, A proposito del San Francisco Psychotherapy Research Group (Psicoterapia e Scienze Umane, 3/1993, pp. 145-147); Joseph Weiss, Come funziona la psicoterapia (1993) (Torino: Bollati Boringhieri, 1999, con una presentazione di Paolo Migone e Giovanni Liotti); Joseph Weiss & Harold Sampson, a cura di, Convinzioni patogene. La scuola psicoanalitica di San Francisco (Urbino: Quattroventi, 1999, con una presentazione di Antonio Semerari); Francesco Gazzillo, Fidarsi dei pazienti. Introduzione alla Control-Mastery Theory (Milano: Raffaello Cortina, 2016).